Filosofia

Chi “viaggia” nelle mie immagini compie un viaggio dentro alla parte migliore di Sé, “esce” dalla realtà invasiva e libera la sua parte poetica per ritrovare una piu’ grande capacità di Amare, Osservare e scoprire che la giovinezza dello spirito è una conquista che dura anni.

Poter offrire a sé stessi ed agli altri visioni stimolanti, che ripropongono spazi, silenzi, musiche fuori dal caos disumanizzante.

Sono nato ed ho vissuto i miei primi tre anni in uno chalet in cima alla collina di Mapello, vicino Bergamo. Nel giardino c’erano fiori e pergola d’uva; dalle balconate a valle lo sguardo correva su distese infinite di giallo grano; all’orizzonte si poteva veder brillare la statua della Madonnina sul Duomo di Milano.

La vita in collina rimane tuttora per me una condizione ideale per essere fuori dalla confusione inquinante, per poter ascoltare nel silenzio il nostro “sentire” piu’ profondo, ma anche riscoprire il rumore dei passi sull’erba o nella neve, ascoltare il canto gioioso e stordente degli uccellini o sentire il profumo del dopo temporale.

Nel 1989 nasce Raffaele, il primo figlio; nel 1993 nasce Francesca e ogni nascita chiama rinascita, revisione, cambio di punto di vista e di obiettivi.

Vedi il mondo con l’occhio e l’animo di un bambino se vuoi capire tuo figlio; non imporre, ma condurre alla crescita rispettando la legge dei suoi ritmi, delle sue esigenze

Ecco il Fiore-Uomo, il Fiore-Donna, il Fiore-Bambino, il Fiore-Vita.

Si dice di Lui

Luisella D’Alessandro, fondatrice della FIF Fondazione Italiana della Fotografia: Queste tue sono le più belle foto di Fiori che io abbia mai visto.

Lanfranco Colombo, critico fotografico: I tuoi “particolari di fiori” esprimono una sensibilità particolare che solo un sensibile può leggere nei tuoi occhi “puliti”. Le tue icone escono dalla normalità diventando “semplici” ali di farfalle.

Charles-Henri Favrod, critico fotografico: Somptuosité de la nature, dimonstration méta et ultraphysique de la creation divine, presence des galaxies dans le vegétal, sensualità et sexualité trionphales, superbe recherche généreuse et vitale. La nature exaltée et exultée. Bravo !

Eros Macchi, regista : La materialità del mezzo sprofonda e rimane il sublime dell’Immagine immateriata, eccellenza dell’arte che non è piu’ classificabile fotografia.

Fausto Raschiatore, critico fotografico: Armonia, Meditazione, Poesia, Silenzio. Quattro termini che sintetizzano, tra colori e musica , la fotografia di Giulio Vittorio Rasini; sostantivi che schematizzano anche, tra spiritualità e magia, l’opera di Paulo Coelho. Un fotografo e uno scrittore. Due artisti raffinati, con un comune tratteggio di indagine: un profilo di taglio aristocratico, per linguaggio, tematizzazioni, sensibilità.

L’Amore è sempre Vita, dice l’Autore, nel quadro di una visione personale della Natura, all’interno del quale compendia, coordinandolo nei suoi diversi aspetti, il proprio percorso umano e fotografico. Un cammino di ampio respiro culturale, di cui FLEURS è un segmento importante, l’incipit di un progetto di studio: Osservare per Amare. Giulio Vittorio Rasini ha uno stile d’indagine, una propria personalità artistica e una spiccata versatilità per la ricerca e l’analisi, che sono sentite, penetranti, piene di sfumature emotive, con una trama linguistica in cui segni e cromatismi si intersecano come note di uno spartito, concettualizzando stati d’animo, riflessioni, punti di vista. Riscoprire lo stupore della Bellezza e la bellezza dello Stupore risalendo i Fiori dalle radici, dal Buio alla Luce, rinascita del colore, nellaVita, dice Rasini.

I suoi scatti – il FioreUomo, il FioreDonna, il FioreBimbo, il FioreVita – sono eleganti, sensuali, spruzzati di eros, innervati di Colore e Musica, Spiritualità e Magia. Entità che si coniugano armonicamente in uno studiato equilibrio compositivo, nel quale si fondono l’Amore per la Natura e l’esigenza intima di elaborare un intreccio narrativo in cui alberghino Armonia, Meditazione, Poesia e Silenzio. Immagini colte senza artifici, come attraverso lo sguardo di un bimbo o di un’ape, in assoluta libertà di movimento, attimi fermati nel vento.


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